martedì 17 febbraio 2009

TRA LA TEORIA E LA REALTA'

Il tema è venuto fuori proprio ieri sera durante l'allenamento.
nell'esecuzione di una tecnica Marziale il mio focus è sulla forma o sull'efficacia?
Siamo da sempre abituati a vedere scene di lotta nei film più cruenti dove tecniche mirabolanti e altamente coreografiche si succedono l'una all'atra contro diversi avversari.
La maggior parte delle volte il Jacky Chan od il Van Damme di turno sfodera calci saltati girati in cima ad un treno alternando proiezioni fattiscienti a giganti, del tipo Undertaker del wreastling, in bilico sull'impalcatura di un grattacielo di NY.
Tutto molto bello e coreografico, ma quanti di voi hanno camminato sul tetto di un treno in movimento e soprattutto quanti di voi lo hanno scelto come posto per effettuare uno scontro?
Io non ne conosco molti...
La mia visione di Arte Marziale non è proprio così.
Lo spettacolo è accettabile, al cinema, in un evento sportivo su di un ring (dove una persona si alle allena dalle 6 alle 8 ore al giorno per fare quello) e dove i rischi sono limitati; ma nella realtà il mio concetto di Arte Marziale diventa rude, grezza ed essenziale: devo causare il maggior danno possibile al mio avversario diminuendo i miei rischi al minimo.
Nel farlo devo considerare le ore che dedico all'addestramento nella lotta ed all'allenamento fisico e gli automatismi che ho assimilato.
Ecco perché è molto importante imparare le basi ed i concetti fondamentali del combattimento piuttosto che conoscere mille tecniche ma non saper adoperarne neanche una.
Assimilati i dogmi della difesa personale dovrò trovare alcune tecniche a me affini e lavorare su degli automatismi. Più la tecnica è semplice, minore sarà il tempo di organizzazione del movimento più efficace sarà la risposta.
Come ultimo step bisognerà lavorare sulla reattività per diminuire il tempo di risposta. Fatto tutto questo in condizioni ottimali si inizierà a stressare la situazione introducendo vincoli, limitazioni, piani instabili, e chi più ne ha più ne metta.
La realtà è molto diversa dalla palestra è questa è una considerazione da tenere sempre bene presente, quindi la prima tecnica della difesa personale è prevenire è meglio che curare (come da anni ha predicato la mentadent).

1 commento:

  1. Wow Alan, mi trovi d'accordissimo, meglio poche cose fatte bene che poche male (anche se nella realtà dei fatti noi "allievi" ci smentiamo ogni volta, in palestra...)
    Purtroppo la nostra filosofia è sempre la stessa: tutto e subito... (sbagliatissima per altro, visto che nello sport come nella vita solamente tempo, dedizione e costanza portano risultati...)

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